{"id":161,"date":"2026-10-06T20:14:30","date_gmt":"2026-10-06T20:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/?p=161"},"modified":"2026-10-14T21:56:58","modified_gmt":"2026-10-14T21:56:58","slug":"la-matrice-mancante-il-cuore-sotto-il-faro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/2026\/10\/06\/la-matrice-mancante-il-cuore-sotto-il-faro\/","title":{"rendered":"La Matrice Mancante \u2013 Il cuore sotto il faro"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group has-text-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-601a5fa0 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-radius:14px;color:#f3eee5;background-color:rgba(0,0,0,0.70);padding-top:28px;padding-right:24px;padding-bottom:36px;padding-left:24px\">\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59-1024x576.png\" alt=\"Gli eroi sulla riva davanti a un faro su uno scoglio, al tramonto, con una luce azzurra nella torre\" class=\"wp-image-165\" srcset=\"https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59-300x169.png 300w, https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59-768x432.png 768w, https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Immagine-ChatGPT-6-ott-2026-22_20_59.png 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-d3962f43 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-radius:8px;background-color:rgba(255,255,255,0.06);padding-top:16px;padding-right:20px;padding-bottom:16px;padding-left:20px\">\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>\ud83c\udfa7 Ascolta il resoconto della sessione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.eru.it\/pathfinder\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/La_Matrice_nel_faro_di_Doakar.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprendemmo esattamente da l\u00ec. Dentro il faro spento. Con le ombre che continuavano a muoversi nella direzione sbagliata, il cristallo sospeso sopra di noi e quella frase trovata nei registri che ormai aveva deciso di restarci in testa:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-560b669a wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-radius:8px;background-color:rgba(231,197,138,0.12);padding-top:20px;padding-right:20px;padding-bottom:20px;padding-left:20px\">\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.707), 1.2rem);\"><strong>\u201cNon accendete il faro quando il mare \u00e8 calmo.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente il mare era calmo. Perch\u00e9 certe cose, quando vogliono essere inquietanti, almeno fanno lo sforzo di essere coerenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevamo gi\u00e0 capito che sotto la struttura rahadoumi c&#8217;era qualcosa di molto pi\u00f9 antico. Il faro non era stato costruito l\u00ec per caso. Le sue fondamenta nascondevano ancora una parte della stessa tecnologia nanica incontrata a Tol Doakar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec scendemmo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Le scale che non erano sempre l\u00ec<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 andavamo in profondit\u00e0, meno quel posto sembrava una rovina. Era questo, forse, l&#8217;aspetto pi\u00f9 strano. Tol Doakar era antica, corrosa, sommersa, chiaramente morta da tempo. Qui invece gli ambienti sembravano quasi nuovi. Ordinati. Conservati. Pi\u00f9 che una tomba, sembrava uno <strong>stabilimento abbandonato da poco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema era arrivarci. Le scale che scendevano sotto il faro erano coinvolte nello stesso sfasamento temporale del resto della struttura. A prima vista sembravano normalissime. Pietra. Gradini. Si mette un piede davanti all&#8217;altro e si scende. Questo almeno era il piano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi qualcuno mise il piede su un gradino che, un istante dopo, <strong>non era pi\u00f9 esattamente l\u00ec<\/strong>. Cadde. Qualcun altro lo segu\u00ec. Altro tonfo. Altri danni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa peggiore era che all&#8217;inizio nessuno capiva veramente cosa stesse succedendo. Si camminava normalmente, il corpo faceva esattamente quello che aveva fatto migliaia di volte nella propria vita e improvvisamente mancava il pavimento sotto il piede. Un gradino sembrava spostarsi. Un altro appariva leggermente pi\u00f9 avanti. Un altro ancora probabilmente decideva che il presente fosse sopravvalutato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato fu una sequenza di cadute sempre meno dignitose. Uno scendeva. <strong>Tonf.<\/strong> Quello dietro lo guardava perplesso. Faceva un passo. <strong>Tonf.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un certo punto quello che avrebbe dovuto essere l&#8217;ingresso inquietante in un&#8217;antica struttura nanica temporale cominci\u00f2 ad assomigliare molto pi\u00f9 a una scena di Benny Hill interpretata da cinque avventurieri incapaci di utilizzare una scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un numero sufficiente di cadute, per\u00f2, arriv\u00f2 l&#8217;intuizione. Se il problema era che un singolo gradino poteva spostarsi sotto i piedi, bastava evitare di affidare tutto il proprio peso a un singolo gradino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soluzione elegante? No. Soluzione efficace? Sorprendentemente s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciammo quindi a scendere praticamente <strong>sdraiati<\/strong>, distribuendo il peso su pi\u00f9 punti e avanzando lateralmente con mani e piedi. Una specie di granchietto umanoide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginate un orco, un chierico, uno stregone, un ranger e un leshy che cercano di infiltrarsi in una misteriosa installazione nanica strisciando lentamente lungo una scala come se stessero tentando di non svegliare il pavimento. Quella era ormai la spedizione. E la cosa migliore \u00e8 che funzionava. Pi\u00f9 o meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spark prov\u00f2 comunque a studiare la magia della struttura e trov\u00f2 qualcosa che ormai, nella nostra vita, stava diventando preoccupantemente normale. Il tempo non funzionava bene. Non era semplicemente magia di trasmutazione. C&#8217;era una specie di <strong>sfasamento temporale<\/strong>, come se alcuni pezzi del luogo non fossero perfettamente sincronizzati con il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spark e Sirius provarono anche a stabilizzare o bloccare il meccanismo. Non ci riuscirono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che l&#8217;anello al dito di Sirius vibr\u00f2. Una volta. Poi divent\u00f2 freddo. Non freddo come il metallo lasciato all&#8217;ombra. Freddo come qualcosa che aveva appena riconosciuto dove si trovava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andammo avanti. Ovviamente continuando con la raffinata <strong>tecnica del granchio<\/strong>. Perch\u00e9 la dignit\u00e0 \u00e8 temporanea. I punti ferita no.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">I cristalli<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 sotto trovammo i prismi. Erano ovunque. Alcuni perfettamente integri. Altri spezzati. Altri ancora scuri, spenti, come se fossero in attesa di qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardandoci dentro vedevamo il nostro riflesso. Ma non soltanto quello. Per qualche istante era possibile vedere qualcosa che assomigliava a ci\u00f2 che <strong>sarebbe potuto essere<\/strong>. Possibilit\u00e0. Scelte. Immagini di cose che forse sarebbero accadute e di altre che probabilmente non sarebbero accadute mai. Il problema era capire quale fosse quale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni dei cristalli sembravano invece completamente inattivi, quasi stessero aspettando un segnale per risvegliarsi. Il segnale arriv\u00f2. Un movimento, il rumore del martello e poi, improvvisamente, la luce. I cristalli si accesero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E pi\u00f9 ci avvicinavamo al centro della struttura, pi\u00f9 diventava evidente che tutto quel posto era costruito attorno a qualcosa. Una colonna. Quattro strutture cristalline disposte attorno. E sopra, sospeso come se la gravit\u00e0 fosse soltanto un&#8217;opinione, un oggetto impossibile da confondere con qualunque altra cosa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-560b669a wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-radius:8px;background-color:rgba(231,197,138,0.12);padding-top:20px;padding-right:20px;padding-bottom:20px;padding-left:20px\">\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.924), 1.3rem);\"><strong>La Matrice Stabilizzatrice di Doakar.<\/strong><\/p>\n\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevamo trovato quello che Izet voleva. Ovviamente quello fu anche il momento in cui le statue si mossero.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Il Custode<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non eravamo arrivati fin l\u00ec per essere semplicemente autorizzati a prendere la Matrice. La struttura aveva ancora un Custode. E il Custode aveva ancora intenzione di fare il proprio lavoro. Il combattimento esplose al centro della sala mentre i cristalli continuavano a reagire attorno a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;anello vibr\u00f2 ancora. Questa volta l&#8217;effetto cerc\u00f2 davvero di afferrare Sirius. Lui resistette. Il che, considerate le precedenti esperienze con quell&#8217;oggetto, era gi\u00e0 una piccola vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teschio e Kael andarono immediatamente addosso al Guardiano. Spark adott\u00f2 invece una strategia altrettanto raffinata: <strong>allontanarsi il pi\u00f9 possibile da quella cosa.<\/strong> Non per codardia. Per rigorosa valutazione tattica del fatto che il costrutto era enorme, molto arrabbiato e decisamente pi\u00f9 bravo di Spark nel combattimento corpo a corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Kael riusc\u00ec a piazzare un colpo devastante. Un critico. Uno di quelli che cambiano improvvisamente l&#8217;umore di tutto il tavolo. Spark approfitt\u00f2 dell&#8217;apertura e scaric\u00f2 la propria magia sul Custode.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La reazione del costrutto fu particolare. Si richiuse. Completamente. Come una gigantesca <strong>cozza nanica corazzata<\/strong>. Probabilmente nei manuali tecnici di Tol Doakar quella procedura aveva un nome molto pi\u00f9 dignitoso. Per noi rimarr\u00e0 sempre la cozza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando finalmente il Custode smise di essere un problema, Kael e Teschio decisero che sarebbe stato criminale lasciare l\u00ec tutto quel materiale. E cos\u00ec cominciarono a smontarlo. Braccia. Testa. Pezzi vari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se qualcuno, secoli prima, aveva costruito quella macchina sperando che proteggesse per sempre la Camera di Calibrazione, probabilmente non aveva previsto l&#8217;arrivo di due avventurieri con l&#8217;atteggiamento mentale di chi sta visitando uno sfasciacarrozze.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">La Matrice<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto potemmo finalmente prendere ci\u00f2 per cui eravamo venuti. La Matrice. L&#8217;ultimo elemento mancante del sistema di Tol Doakar. Quello che avrebbe permesso a Izet e ai suoi arcanisti di comprendere meglio i progetti contenuti nei cilindri. E forse, soprattutto, di capire qualcosa in pi\u00f9 sull&#8217;anello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prendemmo. Questa volta senza essere rispediti indietro nel tempo. Un progresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di andar via, per\u00f2, Kael, Teschio e Sirius raccolsero anche alcuni frammenti dei cristalli della struttura. Non sembravano semplici pezzi di vetro magico. Avevano ancora energia dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Sirius ebbe un&#8217;idea. Una di quelle idee che, a posteriori, diventano immediatamente una storia da raccontare. Prov\u00f2 a utilizzare un frammento per <strong>amplificare un incantesimo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cristallo funzion\u00f2. Questa \u00e8 la parte importante. Funzion\u00f2 davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte leggermente meno positiva fu che Sirius riusc\u00ec ad accecare contemporaneamente:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sirius.<\/strong> <strong>Kael.<\/strong> <strong>Spark.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo esperimento controllato sui cristalli di Doakar poteva quindi essere considerato un successo, purch\u00e9 si accettasse una definizione particolarmente generosa della parola <em>controllato<\/em>. Decidemmo che forse avremmo approfondito l&#8217;argomento pi\u00f9 avanti. Possibilmente senza stare tutti vicini.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Il ritorno del granchio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;era per\u00f2 un piccolo problema. Per uscire bisognava tornare indietro. E le scale, purtroppo, non avevano improvvisamente deciso di diventare normali soltanto perch\u00e9 avevamo sconfitto il Custode.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec la gloriosa spedizione che era scesa nel cuore dell&#8217;antica struttura nanica torn\u00f2 verso la superficie nello stesso modo in cui era arrivata. Lentamente. Appoggiata. Sdraiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#e7c58a;font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.924), 1.3rem);\"><strong>A granchietto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo che questa volta avevamo anche la Matrice, frammenti di cristallo e pezzi di un Custode smontato da trasportare. La dignit\u00e0 aveva ormai abbandonato ufficialmente il gruppo parecchi metri pi\u00f9 sotto. Ma arrivammo tutti in cima. Ed \u00e8 questo che conta.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Vele nere<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando tornammo all&#8217;esterno, il mondo sembrava nuovamente normale. Mare. Vento. Il faro alle nostre spalle. E la nostra nave che ci aspettava al largo. Per qualche secondo fu quasi rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi Teschio guard\u00f2 verso l&#8217;orizzonte. C&#8217;era una nave. Lontana. Vele nere. I Ceppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si avvicinava. Restava abbastanza distante da osservarci senza entrare davvero nel raggio delle navi legate alla Legione di Izet Naram. Kael riusc\u00ec a studiarla meglio. Non era una nave rahadoumi. Erano pirati. E sembravano molto pi\u00f9 interessati a sapere cosa stavamo facendo che a iniziare uno scontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accendemmo un fuoco per segnalare la nostra posizione e richiamare la nave. Quando riuscimmo finalmente a ricongiungerci con l&#8217;equipaggio arriv\u00f2 un problema decisamente meno mistico. Eravamo troppo carichi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pezzi del Custode. Frammenti. Equipaggiamento. La Matrice. Per una volta il nemico non era un costrutto nanico o una frattura temporale. Era la capacit\u00e0 di carico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovemmo rinunciare a parte di ci\u00f2 che avevamo raccolto. La Matrice, per\u00f2, venne con noi. Su quella non si discuteva. Poi tornammo ad Azir.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Di nuovo davanti a Izet<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Izet Naram ci ricevette ancora una volta in un magazzino. A quanto pare, se sei una delle persone pi\u00f9 potenti della Legione Pura, le stanze eleganti sono sopravvalutate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consegnammo la Matrice. Questa volta non c&#8217;erano paradossi. Non avevamo gi\u00e0 in mano qualcosa che lei non ci aveva ancora mandato a recuperare. Non eravamo appena comparsi dal nulla con oggetti impossibili. Per una volta avevamo semplicemente ricevuto una missione, l&#8217;avevamo completata ed eravamo tornati. Quasi professionisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Izet ci pag\u00f2 <strong>80 monete d&#8217;oro<\/strong>. Teschio ricevette anche il potenziamento che ci era stato promesso. Inoltre ottenemmo uno <strong>schema nanico<\/strong>, qualcosa che avrebbe potuto aiutarci a comprendere meglio il funzionamento dell&#8217;Anello del Ritorno Sicuro. Che, considerando quante volte quell&#8217;anello aveva gi\u00e0 deciso autonomamente cosa fare delle nostre vite, sembrava una cosa abbastanza utile da studiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la vera ricompensa non era l&#8217;oro. Era la nave. Izet ci concesse una patente che ampliava il nostro raggio d&#8217;azione. Finalmente potevamo muoverci di pi\u00f9 senza essere immediatamente considerati pirati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era libert\u00e0. Pi\u00f9 o meno. Perch\u00e9 Izet fu molto chiara su un punto. <strong>Il debito non era saldato.<\/strong> La Legione aveva semplicemente allungato il guinzaglio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#e7c58a\">Il guinzaglio si allunga<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eravamo arrivati ad Azir con una nave pirata rubata, una ciurma improvvisata, degli ex schiavi a bordo e abbastanza problemi da rendere sospetto perfino il nostro modo di respirare. Poi avevamo lavorato per la Legione. Avevamo attraversato Tol Doakar. Avevamo trovato un anello capace di riportarci indietro quando il mondo diventava troppo pericoloso. Eravamo tornati in un momento che avevamo gi\u00e0 vissuto. Avevamo recuperato la Matrice. E adesso, finalmente, potevamo ripartire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non eravamo liberi. Non ancora. Da qualche parte sul mare, una nave dei Ceppi ci stava osservando. L&#8217;anello continuava a nascondere pi\u00f9 domande che risposte. Izet Naram continuava a tenere una mano sul nostro destino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E davanti a noi c&#8217;era qualcosa che non avevamo avuto da molto tempo. Una scelta. Non una porta. Non una missione. Non un ultimatum. Una <strong>rotta<\/strong>. E forse era proprio questo il problema.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-fa4e1a7b wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-radius:8px;background-color:rgba(231,197,138,0.12);padding-top:24px;padding-right:20px;padding-bottom:24px;padding-left:20px\">\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.707), 1.2rem);\">Perch\u00e9 quando qualcuno ti tiene al guinzaglio, la decisione pi\u00f9 importante non \u00e8 quanto lontano puoi andare. \u00c8 capire <strong>quando smettere di tornare indietro<\/strong>.<\/p>\n\n\n<\/div>\n\n\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\ud83c\udfa7 Ascolta il resoconto della sessione Riprendemmo esattamente da l\u00ec. Dentro il faro spento. 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