Il Quarto Errore – Celebi

Celebi, piccola creatura luminosa immersa in una luce dorata e verde

Celebi non è nato come nascono gli altri.

Non ha conosciuto il calore di una madre, la protezione di un padre o il suono di una voce che pronuncia il suo nome per la prima volta. Ha conosciuto la terra.


Nato dalla terra

L’umidità delle radici, il movimento lento dell’acqua nel sottosuolo, il tepore del sole filtrato attraverso le foglie. Ha conosciuto il passare delle stagioni molto prima di comprendere cosa fosse il tempo.

Perché Celebi, prima di imparare a camminare, è cresciuto. Letteralmente.

In un luogo dimenticato, tra antiche rovine riconquistate dalla vegetazione, qualcosa venne piantato nella terra. Forse intenzionalmente, forse per una coincidenza che soltanto la natura potrebbe spiegare.

Da quel qualcosa nacque una coscienza.

All’inizio Celebi non percepiva sé stesso come una creatura distinta. Era parte del terreno, delle radici, delle piante che crescevano attorno a lui. Il mondo non aveva confini precisi, perché ogni cosa sembrava appartenere alla stessa immensa esistenza.

Poi, lentamente, imparò a distinguere.
La terra sotto di lui non era lui.
Gli alberi che lo circondavano non erano lui. Eppure, in qualche modo, continuava a sentirli.

Quella connessione divenne il fondamento della sua comprensione del mondo.

Gli uomini avrebbero potuto chiamarla Fede Verde. Per Celebi non era propriamente una religione, né un insieme di insegnamenti ricevuti da qualcuno. Era qualcosa di più naturale, un modo di riconoscere che ogni essere vivente occupa un posto in un equilibrio immensamente più grande di sé.

La vita cresce, cambia, si trasforma.
La morte restituisce alla terra ciò che le appartiene. Niente rimane immobile.


L’eidolon

Eppure, mentre Celebi imparava a conoscere la propria esistenza, scoprì di non essere davvero solo. C’era un’altra presenza.

Non una voce, non uno spirito che gli sussurrava parole incomprensibili. Qualcosa di silenzioso, profondamente familiare, che sembrava accompagnarlo fin dai primi istanti della sua coscienza.

Col tempo quella presenza prese forma.

Radici intrecciate come possenti arti, corteccia viva, rami che si piegavano e si muovevano con una volontà propria. Una creatura imponente, simile a un antico guardiano della foresta.

Il suo eidolon.

Per gli altri era una manifestazione straordinaria, un essere evocato attraverso un legame magico. Per Celebi era difficile persino spiegare perché qualcuno considerasse quella creatura separata da lui.

Non era un semplice servitore.
Non era un animale addestrato.
Era una parte della sua esistenza che aveva trovato un altro modo di manifestarsi.

E forse era proprio questa la cosa più curiosa: Celebi, così piccolo da sembrare quasi insignificante accanto ai suoi compagni, era legato a una forza capace di sovrastare creature molto più grandi di lui.

Ma la forza non lo interessava particolarmente. Lo interessava comprendere.


Un mondo strano

Quando lasciò il luogo in cui era cresciuto, scoprì un mondo che sembrava avere dimenticato molte delle regole più semplici della natura.

Le persone costruivano città per separarsi dalla terra. Combattevano per possedere ciò che un giorno avrebbero comunque dovuto abbandonare. Accumulavano ricchezze, inventavano leggi, adoravano divinità e distruggevano ciò che non riuscivano a controllare.

Celebi osservava tutto questo con curiosità. Non considerava necessariamente sbagliato il comportamento degli altri. Lo trovava soltanto difficile da comprendere.

Quando incontrò Spark, Sirius e Teschio, quella curiosità divenne ancora più grande.

Teschio sembrava una forza della natura priva di radici, capace di distruggere ma anche sorprendentemente determinata a proteggere.

Sirius cercava un equilibrio attraverso la fede, affidandosi a una divinità per comprendere quando curare, quando combattere e quando perdonare.

Spark, invece, era qualcosa di diverso. Non sembrava cercare un equilibrio, quanto piuttosto una direzione. Aveva la capacità di trascinare gli altri verso possibilità che nessuno aveva ancora considerato.

Celebi continuò a osservarli.
Poi accadde qualcosa di inatteso.
Cominciò a partecipare.

Sulla nave, durante gli scontri e le decisioni che cambiarono il destino del gruppo, Celebi scoprì che osservare il mondo non era sempre sufficiente. Talvolta era necessario intervenire, anche senza conoscere tutte le conseguenze.

E ogni volta che prendeva una decisione, il suo eidolon sembrava rispondere con una presenza sempre più intensa.


Azir

Ad Azir, nel Rahadoum, incontrò una società che aveva scelto di rifiutare il culto degli dèi.

Celebi non ne fu particolarmente turbato. Non aveva mai avuto bisogno di una divinità per comprendere il proprio posto nell’esistenza.

Eppure, percepiva qualcosa di insolito.
Un’assenza difficile da definire.

E il legame con il suo eidolon sembrava risentirne, come se una parte di quella presenza stesse cercando di manifestare qualcosa che nemmeno Celebi riusciva ancora a comprendere.

Forse il mondo era meno semplice di quanto avesse immaginato. Forse esistevano equilibri che non potevano essere percepiti attraverso le radici o il terreno. O forse il problema era un altro.

Fino a quel momento, Celebi aveva cercato soprattutto di comprendere il mondo senza modificarlo.

Ma viaggiando con i suoi compagni aveva iniziato a fare scelte, a cambiare il corso degli eventi, a influenzare la vita di altre creature.

E questo significava che non era più soltanto un osservatore. Era diventato parte di ciò che stava cercando di comprendere.


Il viaggio

Così Celebi continua il proprio viaggio, piccolo essere vegetale accompagnato da un guardiano immenso, tra città, mari e rovine dimenticate.

Non cerca gloria.
Non cerca ricchezze.
E certamente non cerca di diventare un eroe. Vuole capire come funziona il mondo.

Ma una domanda comincia lentamente a germogliare dentro di lui.

Se ogni essere vivente contribuisce all’equilibrio della natura, cosa accade quando uno di loro decide di cambiarlo?
E soprattutto…
cosa accade quando quell’essere è proprio Celebi?


Scheda del personaggio
Evocatore · Eidolon Pianta · Livello 3

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