Scheda del personaggio → · Chierico di Sarenrae, livello 3
Sirius ha imparato che la luce non serve soltanto a illuminare il cammino. A volte serve a mostrare ciò che avremmo preferito non vedere.
Mezzelfo dai capelli biondi, armato di scimitarra e scudo, oggi porta con sé la fede di Sarenrae con la determinazione di chi ha trovato una ragione per combattere. Ma non è sempre stato così. Prima della fede, prima delle preghiere e delle benedizioni, Sirius era soltanto qualcuno che cercava di trovare il proprio posto in un mondo che raramente si preoccupa di essere giusto.
È cresciuto tra persone comuni, dove sopravvivere significava spesso prendere decisioni difficili e dove gli ideali erano un lusso che non tutti potevano permettersi. Aveva imparato che la forza poteva risolvere molti problemi e che, talvolta, era più prudente voltarsi dall’altra parte.
Il giorno in cui esitò
Poi arrivò il giorno in cui voltarsi dall’altra parte non fu più possibile. Qualcuno aveva bisogno di aiuto.
Sirius avrebbe potuto intervenire. Avrebbe potuto tentare, rischiare, fare qualcosa. Ma esitò.
E quando finalmente comprese ciò che avrebbe dovuto fare, era troppo tardi.
Non ci furono grandi rivelazioni, né manifestazioni divine. Soltanto la consapevolezza che non agire è comunque una scelta e che certe conseguenze continuano ad accompagnarci anche quando tutto il resto è passato.
Sarenrae
Fu allora che Sirius cominciò a cercare qualcosa che potesse dare un significato diverso alla propria esistenza. E trovò Sarenrae.
Non fu la promessa di un potere straordinario ad attirarlo, né la possibilità di ottenere perdono per ciò che non aveva fatto. Fu un insegnamento apparentemente semplice: anche dopo aver sbagliato, è possibile scegliere di fare meglio.
La dea dell’alba non gli offriva un mondo senza sofferenza. Gli chiedeva di alleviarla. Non gli prometteva che ogni nemico sarebbe diventato un amico. Gli insegnava che persino chi aveva commesso degli errori poteva meritare una seconda possibilità.
Sirius fece propria quella convinzione.
Imparò a curare le ferite, a proteggere chi non poteva difendersi e a impugnare la scimitarra quando le parole non bastavano più. Scoprì che uno scudo poteva essere importante quanto una lama e che salvare una vita richiedeva talvolta più coraggio che affrontare un nemico.
I compagni
Eppure, diventare un chierico non significò smettere di avere dubbi. Quando il destino lo condusse accanto a Spark, Teschio e Celebi, Sirius si ritrovò circondato da individui che sembravano avere idee molto diverse su cosa significasse fare la cosa giusta.
Teschio affrontava gli ostacoli con una brutalità difficile da conciliare con gli insegnamenti della sua dea. Eppure, dietro quella forza smisurata, Sirius cominciò a riconoscere qualcosa che rispettava profondamente: la volontà di proteggere.
Spark possedeva un carisma naturale, capace di trascinare gli altri anche verso decisioni che Sirius non avrebbe mai preso da solo. La sua influenza lo affascinava e lo preoccupava allo stesso tempo.
Celebi, invece, osservava il mondo attraverso un equilibrio che non aveva bisogno di divinità. Una prospettiva estranea alla sua fede, ma non per questo priva di significato.
E così Sirius comprese che vivere secondo i propri principi è relativamente semplice quando tutti intorno a te li condividono. La vera prova arriva quando non lo fanno.
Blackwater Crossing e Azir
A Blackwater Crossing, liberare Ace Ventura significò assumersi un rischio enorme. Sirius fece quella scelta perché riteneva che fosse il modo migliore per evitare conseguenze peggiori. Non tutti erano d’accordo, e forse nemmeno lui era completamente certo di aver ragione.
Ma fu ad Azir, nel Rahadoum, che le sue convinzioni vennero messe davvero alla prova. In una terra dove il culto degli dèi è proibito, Sirius scoprì persone disperate che avevano bisogno di cure. Avrebbe potuto rispettare la legge, proteggere la propria identità e lasciare che qualcun altro decidesse del loro destino.
Invece le aiutò.
Arrivò persino a mentire per farlo.
Una contraddizione difficile da ignorare per chi aveva scelto di dedicare la propria vita alla verità, alla compassione e alla redenzione.
Il peso della fede
Sirius sa che una buona intenzione non rende automaticamente giusta ogni azione. Sa anche che le leggi degli uomini e gli insegnamenti degli dèi non sempre conducono nella stessa direzione.
Eppure, quando ripensa a quelle persone, non riesce a pentirsi di averle curate. Questo è il peso della sua fede.
Non la certezza di essere sempre nel giusto, ma la responsabilità di scegliere anche quando nessuna risposta sembra completamente corretta.
Un viaggio che continua
Così Sirius continua a viaggiare.
Con la scimitarra al fianco, lo scudo pronto e la luce di Sarenrae a guidarlo. Cura chi può essere salvato, combatte quando è necessario e cerca di offrire agli altri quelle seconde possibilità che un tempo avrebbe desiderato per sé stesso.
Non sa se diventerà un grande eroe.
Non sa nemmeno se riuscirà sempre a restare fedele ai propri ideali. Ma una cosa la sa.
La prima volta che qualcuno ebbe bisogno di lui, esitò.
Non intende commettere lo stesso errore una seconda volta.
Scheda del personaggio
Chierico di Sarenrae · Livello 3