
Ci avevano detto che sarebbe stato un giorno tranquillo.
Ad Anthusis, sul mare caldo del sud, i pontili erano pieni di gente. Pescatori con le reti, mercanti con i banchi improvvisati e curiosi arrivati per assistere al Grande Torneo di Pesca. Ogni anno metà della città si radunava qui per vedere chi sarebbe riuscito a tirare fuori dal mare la preda più grande.
Noi eravamo lì per partecipare.
Errore numero uno.
Il pontile
Il nostro gruppo occupava uno dei pontili più esterni, quello che si spingeva più lontano nel mare. Il vento portava l’odore del sale e delle alghe mentre le onde battevano piano contro i piloni di legno.
Tamidala era seduta con calma quasi irreale, la canna da pesca tra le mani e lo sguardo fisso sul galleggiante che oscillava lentamente sull’acqua. «Il segreto è la pazienza», disse.
A pochi metri di distanza, Tod stava tirando su una grande rete da pesca. Non era chiaro se lo stesse facendo per aiutare nel torneo o per semplice curiosità… ma conoscendo Tod, probabilmente entrambe le cose.
Sopra il pontile Gennarino volava in cerchio, planando avanti e indietro sopra le nostre teste come un piccolo guardiano alato. Ogni tanto lanciava uno strillo, forse per incoraggiarci, forse solo per ricordarci che lui stava osservando tutto dall’alto.
Tutto sembrava tranquillo.
Troppo tranquillo.
Qualcosa sotto i pontili
Il primo a capire che qualcosa non andava fu Teschio. Lui non era seduto a pescare come noi.
Lui era in acqua.
«Ho sentito qualcosa muoversi sotto i pontili!» gridò.
Un secondo dopo il mare esplose.
Dall’acqua emersero diversi granchi enormi, che si arrampicarono sui pali del pontile con le chele che battevano sul legno come martelli. Evidentemente l’odore delle esche e dei pesci del torneo li aveva attirati troppo vicino alla riva.
Teschio non perse tempo.
Con un urlo di battaglia si lanciò contro il primo granchio, combattendo direttamente nell’acqua bassa mentre le onde schizzavano tutto intorno.
Sul pontile Thranduil reagì immediatamente. In un attimo aveva già l’arco tra le mani. La prima freccia partì con un fischio e colpì una delle creature che cercava di raggiungere Teschio. La seconda trapassò una chela sollevata pronta ad attaccare.
«Non affogare!» gridò.
Dal basso arrivò la risposta di Teschio.
«Sto benissimo!»
Subito seguita dal rumore di una chela che colpiva violentemente l’acqua.
Pesca grossa
Nel mezzo di tutto quel caos, Tamidala non si mosse. Il galleggiante ondeggiava.
Granchi giganti combattevano sotto il pontile. Frecce volavano nell’aria. Tod tirava su la rete piena di pesci… e probabilmente anche qualcosa di più aggressivo.
E lei disse soltanto:
«Credo di averne uno.»
Un enorme pesce tirò la lenza verso il mare con una forza impressionante. Priorità.
Il verdetto
Quando tutto finì, il pontile sembrava un campo di battaglia.
Teschio era completamente fradicio e coperto di alghe.
Thranduil aveva finito buona parte delle frecce.
Tod aveva tirato su una rete piena di pesci e un granchio ancora piuttosto arrabbiato.
Gennarino continuava a volare sopra il pontile come se tutto fosse stato perfettamente pianificato.
E Tamidala…
Tamidala aveva pescato il pesce più grande della giornata.
Il giudice del torneo osservò il pontile mezzo distrutto, guardò il nostro gruppo e dopo qualche secondo di silenzio disse soltanto:
«…vincono loro.»
Così terminò il Torneo di Pesca di Anthusis. Non sappiamo se l’anno prossimo ci inviteranno di nuovo. Ma una cosa è certa: quando gli er(r)o(r)i seduti al tavolo decidono di andare a pescare… il mare diventa un posto molto più pericoloso.